Ciao Hugo,
Sei stato un vero amico!
Non potremo mai dimenticare i tuoi sorrisi, le tue battute, il tuo spirito sempre pieno di allegria… Non potremo mai dimenticare i bei e i brutti momenti passati assieme…
Non potremo mai dimenticare il tuo altruismo, la tua umanità e il tuo entusiasmo…
Ti ricordi…
… le giornate dei campi estivi, di Brigels e dei Corsi… sempre molto intense, ma che alla fine ci davano quella soddisfazione indescrivibile?…
… le serate passate con gli esplo, al Primavera o in qualche parte della Svizzera… sempre uniti per divertirci in qualunque modo… raccontando, ricordando, scherzando e, perché no, degustando?…
… i pomeriggi in sede a Minusio con il mitico reparto Fujiyama… sempre lì, dalle 14.00 alle 17.30, cercando di divertire, d’insegnare e di educare?…
Sono proprio stati istanti significativi di una vita scoutistica passata assieme, dove insieme si
analizzava il passato, si viveva il presente e si pianificava il futuro, un futuro che cercavamo sempre di tingerlo con i nostri colori più belli, così da formare sempre uno splendido arcobaleno che ci avrebbe poi guidato a trovare un unico sentiero.
Quell’arco là in fondo all’orizzonte era la nostra guida formata da tutte le nostre idee, sentimenti, ed emozioni, una guida che non ci tradiva, che non ci lasciava soli nelle difficoltà, una guida che ci dava la forza nei momenti difficili.
Un semicerchio di colori che ci teneva sempre uniti in ogni luogo, che ci accompagnava nelle grandi imprese e che sorrideva quando ci vedeva ridere e scherzare… Carissimo Nipper, quel bellissimo ponte di colori io lo vedo ancora molto bene, è sempre là, tu lo vedi? Quell’insieme di strisce colorate che ci riassumono in un’unica striscia e ci accompagnano verso il futuro…
Ebbene, oh my Lord, io non ho mai smesso di vedere il colore che ti rappresenta, un colore vivo, intenso e rassicurante, un colore indispensabile che serviva, serve e servirà per far splendere ottimamente l’arcobaleno per poi guidarci verso nuovi progetti, ambizioni ed avventure. Goodbye my Lord…
… sarai sempre fra di noi!
L’altro monitore JAB
Questo post è stato ripreso dalla domanda del mese n° 10 del Novembre 2000 del vecchio sito.



Vi riferite per caso a Samuel Morse, il popolare inventore americano? Beh, in questo caso la risposta è sì, Morse è morto nel 1872.
Il giglio è un simbolo ricorrente nel medio evo; di origine francese, veniva interpretato come emblema di pace e purezza nei pensieri, nelle parole. Era quindi un segno di buon auspicio e per questo veniva inserito negli stemmi di vari ordini cavallereschi e di parecchie famiglie nobili, oltre a essere stemma di comuni e città. Per esempio ancora oggi a Firenze, oppure nelle monete, i “gigliati”, come testimoniato dalla letteratura del tempo.
Il nodo piatto (o nodo piano) non c’entra nulla né con colazione, né con pranzo, né tantomeno con la cena: si tratta semplicemente di un nodo che viene effettuato con l’ausilio di due corde; il suo scopo è quello di unire due corde di diametro differente per bendaggi; come nodo si scioglie molto facilmente, dà poca sicurezza e può quindi essere usato solo come nodo provvisorio.
Ecco qua! Questo è il nostro foulard, che portiamo a tutte le riunioni insieme alla divisa. È blu scuro con un bordo bianco di 2 cm. I colori richiamano quelli dello stemma della città di Locarno… Come potete vedere dall’immagine, il foulard è triangolare e una volta arrotolatolo per i bordi si fa un nodo ai capi e si mette un “affranca-foulard” in mezzo, tra il collo e la punta del foulard. Bello, vero?