“Adgi! Adgi! A u a!
Adgi ! Adigi! Sim bum ba!
A u a! Sim bum ba! Ah!”
Se non avete capito nulla della frase qui sopra non preoccupatevi! In effetti non ha un significato preciso. Ma sentirla dire, anzi, urlare, da tutti i membri dell’Aget Locarno contemporaneamente dà un bell’effetto… suggestivo (se lo si può chiamare così…).
Questo è infatti il grido ufficiale della Brigata Aget Locarno.
Nello scautismo i gridi sono impiegati in tutti gli ambiti; tanto che ogni sestena di lupetti ha il suo grido, come pure ogni muta, ogni pattuglia, e ogni reparto. I gridi normalmente rimangono uguali per parecchi anni, e per le occasioni particolari (come per esempio campeggi estivi, uscite o corsi pasquali) ne vengono creati di nuovi in funzione del tema. I gridi sono normalmente composti da filastrocche brevi di senso compiuto, possibilmente rimate (da ben 15 esiste il grido della pattuglia cobra: “chi i cobra scassa…/… mal la passa!”.), in cui la prima parte viene detta dal capo (-sestena, -muta -pattuglia, -reparto) e il rimanente dai membri del gruppo, seguito da un “pronti!”, il grido di tutti gli scaut. Questi gridi caratteristici di piccoli gruppi sono normalmente espressi al momento di annunciarsi all’inizio di tutte le attività, come pure al loro termine, prima dello scioglimento.
Tuttavia esistono gridi conosciuti da tutti gli scaut del Ticino e oltre, che vengono “urlati” in occasioni specifiche, come per esempio per complimentarsi con una persona, per ringraziarla o per comunicare un particolare disappunto da parte di tutto il gruppo…
Ma ecco alcuni gridi scaut fondamentali che vanno per la maggiore. Per avere un bell’effetto è fondamentale urlare a squarciagola!
Il giglio è un simbolo ricorrente nel medio evo; di origine francese, veniva interpretato come emblema di pace e purezza nei pensieri, nelle parole. Era quindi un segno di buon auspicio e per questo veniva inserito negli stemmi di vari ordini cavallereschi e di parecchie famiglie nobili, oltre a essere stemma di comuni e città. Per esempio ancora oggi a Firenze, oppure nelle monete, i “gigliati”, come testimoniato dalla letteratura del tempo.
Il nodo piatto (o nodo piano) non c’entra nulla né con colazione, né con pranzo, né tantomeno con la cena: si tratta semplicemente di un nodo che viene effettuato con l’ausilio di due corde; il suo scopo è quello di unire due corde di diametro differente per bendaggi; come nodo si scioglie molto facilmente, dà poca sicurezza e può quindi essere usato solo come nodo provvisorio.
Ecco qua! Questo è il nostro foulard, che portiamo a tutte le riunioni insieme alla divisa. È blu scuro con un bordo bianco di 2 cm. I colori richiamano quelli dello stemma della città di Locarno… Come potete vedere dall’immagine, il foulard è triangolare e una volta arrotolatolo per i bordi si fa un nodo ai capi e si mette un “affranca-foulard” in mezzo, tra il collo e la punta del foulard. Bello, vero?